31 ottobre 2011

Finanziamenti a Fondo Perduto: Al via per il Risparmio Energetico

Arrivano i finanziamenti a fondo perduto della regione Liguria per investire nel Risparmio Energetico. Una iniziativa molto utile che renderà molto più competitive le aziende locali.

Il bando è rivolto alle imprese locali che vogliono investire nel Risparmio Energetico. Non solo per il risparmio energetico nel ciclo produttivo, ma anche per tutte le certificazione del caso, come la certificazione ambientale e tutti gli studi e le diagnosi relativi sia alla razionalizzazione dell’energia produttiva che alla riduzione dei rifiuti dei cicli di lavorazione. Un bel contributo, il Finanziamento a Fondo Perduto, per chi vuole adeguare l’azienda per farla diventare il più eco sostenibile possibile. A presentare la iniziativa ci saranno il Presidente del CNA per la Regione Liguria, Angelo Matellini e il Segretario Regionale Nicola Caprioni. Matellini parla di questa iniziativa come una grande opportunità per riqualificare le imprese, riducendo i costi di produzione e aumentarne la competitività sul mercato.

Contributi Europei, da materiali IJobs

28 ottobre 2011

Contributi a fondo perduto per l’automotive, incontro a Brescia

Domani 21 Ottobre a Brescia, alle ore 9:15, nella Sala Meucci della Fiera di Brescia, avrà luogo un incontro finalizzato ad illustrare, anche attraverso l’analisi di casi concreti, le più recenti opportunità di agevolazione a livello comunitario per il settore automotive.

Coordinano l’incontro IBS Consulting, società di consulenza specializzata nella finanza agevolata e ACF SpA, società di consulenza finanziaria di Assolombarda e Camera di Commercio di Milano.

L’evento è ospitato all’interno della fiera Teknomotive, l’unica fiera italiana dedicata a materiali, tecnologie e componenti per l’industria dei trasporti, comparto industriale che vede l’Italia secondo player in Europa e la Lombardia impegnare il 15% degli addetti su scala nazionale.

L’incontro, precisa IBS Consulting, sarà occasione per cogliere le opportunità di business legate alla partecipazione ai bandi comunitari, oltre ai bandi aperti saranno fornite importanti anticipazioni sulle call in apertura.

Contributi Europei, da materiali Adamello News

26 ottobre 2011

Emilia Romagna: contributi a fondo perduto per l'innovazione tecnologica

La regione Emilia Romagna mette a disposizione dei contributi a fondo perduto fino a 150.000 euro per impresa per l’innovazione tecnologica e organizzativa delle PMI.

Per informazioni contattarci telefonicamente al n° Tel. 02.81.67.45 (da lunedì a venerdì ore 10.00-18.00).
Per richiedere una consulenza, compilare il modulo web e scaricare successivamente la propria scheda valutativa gratuita di progetto (file word .doc o .pdf) ed inviarla a finanziamenti@unioneconsulenti.it

BENEFICIARI

Micro, piccole e medie imprese innovative in forma singola o associata aventi sede operativa iscritta in una CCIAA dell’Emilia Romagna, costituite dopo il 01/01/2010.

Sono esclusi:
- i settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, della fornitura di energia elettrica gas e vapore, di alloggio e ristorazione, di attività finanziarie e assicurative, di attività immobiliari.
- le ditte individuali

INIZIATIVE AGEVOLABILI

Sono agevolabili gli investimenti relativi a interventi di sviluppo ed innovazione dal punto di vista tecnologico delle imprese.

SPESE AMMISSIBILI

Le spese ammesse per il presente bando sono:

A) Macchinari, attrezzature, e impianti ad alto contenuto tecnologico.
B) Hardware e software.
C) Licenze per brevetti e/o software da fonti esterne.
D) Spese impiantistiche per la realizzazione rete telematica/informatica.
E) Consulenze amministrative per la presentazione della domanda di contributo (max euro 2.000).
F) Consulenze specialistiche esterne (max 30% della somma delle spese A+B+C+D+E).

AGEVOLAZIONE

Contributo a fondo perduto del 50% delle spese ammissibili.
Dimensione minima dei progetti finanziabili 50.000 euro.
Massimo contributo erogabile 150.000 euro.

LIMITAZIONI

La presentazione della domanda avverrà tramite procedura on line, saranno necessarie la “smart card” o “carta dei servizi” e un indirizzo di posta certificata.

Saranno previste diverse fasi di presentazione da qui al 31/12/2012.

COSTO DELLA PRATICA

Il nostro compenso sarà definito in base alla complessità del progetto e sarà richiesto alla presentazione finale dello stesso.

Per informazioni contattarci telefonicamente al n° Tel. 02.81.67.45 (da lunedì a venerdì ore 10.00-18.00).
Per richiedere una consulenza, compilare il modulo web e scaricare successivamente la propria scheda valutativa gratuita di progetto (file word .doc o .pdf) ed inviarla a finanziamenti@unioneconsulenti.it

Contributi Europei, da materiali Unione Consulenti

25 ottobre 2011

Sardegna: contributi a fondo perduto per l'imprenditoria femminile

La regione Sardegna promuove attraverso l'erogazione di contributi a fondo perduto l'attività di creazione di impresa e di lavoro autonomo realizzate da donne.

Per informazioni contattarci telefonicamente al n° Tel. 02.81.67.45 (da lunedì a venerdì ore 10.00-18.00).
Per richiedere una consulenza, compilare il modulo web e scaricare successivamente la propria scheda valutativa gratuita di progetto (file word .doc o .pdf) ed inviarla a finanziamenti@unioneconsulenti.it

BENEFICIARI

- Donne disoccupate o inoccupate senza limiti di età
- Donne occupate con contratti di lavoro atipici senza limiti di età.

Con contratti di lavoro atipici si intendono contratti a tempo determinato, apprendistato, collaborazione a progetto, interinale, occasionale, di inserimento lavorativo, a chiamata e ripartito.

La domanda si presenta in forma singola o come gruppo di persone fisiche. Le imprese dovranno costituirsi entro 90 giorni dall'atto di concessione del finanziamento.

INIZIATIVE AGEVOLABILI

Il bando promuove la creazione d'impresa e il lavoro autonomo per le donne, in particolare con interventi di supporto alle neo imprese per affrontare le fasi di avvio, di sostegno consulenziale e di accompagnamento alla gestione/organizzazione del lavoro.

SPESE AMMISSIBILI

Le spese ammissibili sono:
1) attività di formazione
2) spese di costituzione
3) spese per fideiussione
4) spese per consulenze tecniche
5) affitto e ammortamento attrezzature ed immobili
6) costo del personale
7) manutenzione ordinaria e straordinaria
8) acquisto macchinari, attrezzature e veicoli tecnici
9) acquisto hardware e software
10) acquisto di brevetti e licenze
11) spese per impianti e eventuali ristrutturazioni

Tutte le spese dovranno essere sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda.

AGEVOLAZIONE

Contributo a fondo perduto fino a 50.000 euro e comunque non superiore all'80% del totale dell'investimento; per progetti presentati da più di 2 persone fisiche il contributo non può superare i 100.000 euro.

Il finanziamento sarà erogato mediante un acconto iniziale pari al 60% a fronte di una fidejussione bancaria o polizza assicurativa. La successiva tranche del 30% sarà erogata a fronte della spesa di almeno il 90% dell'acconto e un saldo finale del 10% a spese concuse.

LIMITAZIONI

La domanda può essere presentata a partire dal 17/10/2011 con procedura a sportello.

COSTO DELLA PRATICA

Il nostro compenso sarà definito in base alla complessità del progetto e sarà richiesto alla presentazione finale dello stesso.

Per informazioni contattarci telefonicamente al n° Tel. 02.81.67.45 (da lunedì a venerdì ore 10.00-18.00).
Per richiedere una consulenza, compilare il modulo web e scaricare successivamente la propria scheda valutativa gratuita di progetto (file word .doc o .pdf) ed inviarla a finanziamenti@unioneconsulenti.it

Contributi Europei, da materiali Unione Consulenti

24 ottobre 2011

Umbria - contributi a imprese terremotate

Il provvedimento - ha detto l'assessore al commercio della Regione Umbria Fabrizio Bracco, per il quale sono stati stanziati 100 mila euro, andra' a sostenere i mancati introiti delle aziende cosi' come previsto all'art. 4 della legge 30/2011, le cui disposizioni intendiamo modificare al fine di estendere la platea dei beneficiari anche alle imprese artigiane. Entro l'anno contiamo di emanare il bando che si avvarra' di una procedura semplificata per l'accesso agli aiuti chiamando le imprese a rappresentare la loro situazione economica-finanziaria pre e post terremoto''.

''Dopo l'istruttoria delle domande sara' formulata la graduatoria di ammissione a contributo che terra' conto di alcune priorita'. Intanto - ha concluso Bracco - il Regolamento e' gia' stato inviato alla competente Commissione del Consiglio regionale''. Per accedere ai benefici le imprese dovranno aver subito un mancato introito di almeno il 20 per cento rispetto alla media annuale del biennio precedente il 15 dicembre 2009. In caso di impresa costituitasi da meno di due anni, e in data antecedente al sisma, la riduzione del fatturato dell'attivita' produttiva e' calcolata rispetto alla media giornaliera del fatturato del periodo intercorrente tra la data di costituzione dell'impresa e la data dell'evento sismico, rapportata ai giorni compresi nel periodo tra il 15 dicembre 2009 e il 14 dicembre 2010.

Contributi Europei, da materiali LiberoNews

22 ottobre 2011

Fondi Ue 2014-2020: più all'innovazione, meno all'agricoltura

La proposta presentata dalla Commissione europea per il budget comunitario per il periodo 2014-2020 è di 1.025 miliardi di euro, cifra che corrisponde all'1.06% del Pil europeo.
L'Italia, si legge in una nota della Commissione, sarà ancora tra i principali contributori netti, ma usufruirà di fondi regionali focalizzati sulle regioni in ritardo, ma con aumento relativo anche per le altre regioni (settentrionali).

La politica agricola e quella per la coesione regionale saranno finanziate in un modo più collegato agli obiettivi generali di competitività e sostenibilità.

Secondo la proposta della Commissione il budget per la Pac dovrebbe diminuire da 416 a 382 miliardi.
Al riguardo si registrano i commenti negativi espressi dal Presidente della Commissione Agrocoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro e da Giovanni La Via, che insiene hanno criticato il contenimento dei fondi in termini reali, per circa 3 miliardi all’anno, giudicando tale manovra inadeguata a sostenere gli agrocoltori in uno scenario di incertezza.

Il budget per le politiche di coesione regionali dovrebbe passare, secondo la proposta, da 347 a 336 miliardi e diventare una politica di investimento su tutte le regioni d'Europa, rafforzando il Mercato Unico.

Gli strumenti di questa politica strutturale saranno il Fondo sociale, quello di sviluppo regionale e quello sull'adeguamento alla globalizzazione.

Un aumento da 54 a 80 miliardi di euro è previsto per il settore della ricerca e dell'innovazione, fattori essenziali per la competitività dell'economia europea.
I nuovi fondi per R&S e innovazione saranno più accessibili per le Pmi e spingeranno sulle tecnologie abilitanti fondamentali e la green economy.

Il programma per la competitività e le Pmi gestito direttamente da Bruxelles salirà a circa 2.4 miliardi euro, oltre il doppio rispetto alla dotazione attuale.
Il quadro di riferimento politico per questo strumento è lo Small Business Act.
Buona parte del programma sarà utilizzato come garanzie per prestiti oppure operazioni di venture capital erogati dalla Banca Europea d'Investimenti con un effetto leva per decine di miliardi di euro.

Turismo: attualmente supera il 4% del Pil con 2 milioni di imprese e il 4% dell'occupazione (circa 8 milioni di posti). Indirettamente genera l'11% del Pil e il 12% dell'occupazione.

Con i fondi previsti nel programma Competitività e nei Fondi Regionali si potranno promuovere maggiori presenze dai paesi terzi e incrementare forme di turismo anche in bassa stagione.

Le risorse per le infrastrutture saliranno da 12 miliardi a 47 miliardi di euro, e riguarderanno lo spazio, attraverso la finalizzazione del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo ed Egnos, il sistema di intensificazione del segnale Gps per l'area europea.
Sono 7 i miliardi di euro proposti, con un risparmio di mezzo miliardo realizzato rispetto alle ultime previsioni, per completare la costellazione di trenta satelliti e coprire i costi di gestione fino al 2020.

Sui trasporti lo sviluppo di una rete transeuropea tra il 2014-2020 può generare oltre 2.9 milioni di posti lavoro ed eliminare numerosi nodi che penalizzano soprattutto alcuni paesi periferici, tra cui l'Italia.
Tra i progetti per cui sono previsti stanziamenti gli assi Torino - Lione, Palermo - Berlino, Genova - Rotterdam e la dorsale Adriatica.

Anche lo sviluppo e la modernizzazione delle infrastrutture per l’energia sarà al centro del nuovo bilancio, per consentire più sicurezza di approvvigionamento e utilizzo di energie rinnovabili.

Sale la disponibilità per le politiche dell'Ue sullo scenario internazionale, da 56 a 70 miliardi, con un accento sulla competitività delle imprese europee rispetto ai partner commerciali.

Contributi Europei, da materiali Europarlamento24

14 ottobre 2011

Agricoltura. L'Europa taglia solo del 4,5% i finanziamenti all'Italia

l Commissario europeo all'agricoltura Dacian Ciolos mantiene la promessa fatta al ministro per le politiche agricole e alimentari Saverio Romano e, nella distribuzione dei fondi per i mercati agricoli tra gli Stati membri per gli anni 2014-2020, limita il taglio dei finanziamenti all'Italia al 4,5%. Percentuale che puo' salire al 5% rispetto ai fondi 2013. In concreto, e salvo cambiamenti dell'ultima ora, l'Italia riceverebbe nel 2014 un ammontare di aiuti diretti ai produttori pari a 4,02 miliardi di euro che scenderebbero progressivamente a 3,84 miliardi nel 2019.

E' quando emerge dai dati a disposizione dell'Ansa a pochi giorni dall'approvazione, il prossimo 12 ottobre, della proposta di riforma della politica agricola europea (Pac) post 2013.

Per la prima volta nella storia dell'Europa, infatti, la nuova riforma si fara' in concomitanza con la decisione dei 27 Stati sulle future risorse da accordare all'Europa per i prossimi sette anni, dal 2014 al 2020. I tagli sono la conseguenza del fatto che i finanziamenti della Pac a 15 Stati devono ora servire per 27 Paesi europei. Nel calcolo dei fondi Bruxelles ha livellato i pagamenti diretti Ue all'ettaro agli agricoltori di ogni Stato, un gradino al di sotto della media europea che e' di 271 euro l'ettaro. Bruxelles giustifica il taglio in quanto in Italia il pagamento diretto e' superiore a 400 euro l'ettaro. Le riduzione maggiori colpiscono Malta (-7,5%), Olanda (-5,5%), e Belgio (-5,1%). Inferiori i tagli a Germania (-2,2%) e Francia (-1,5%) . Per grandi paesi come Spagna e Regno Unito i pagamenti diretti europei agli agricoltori salgono del 1,1%. Il maggior beneficiario e' la Lettonia con +33,7%. Questi tagli sono accompagnati dalla richiesta di Ciolos di armonizzare entro il 2019, in ogni Stato membro il livello di aiuti all'ettaro per produttore: questo rapprsentera' una grande sfida in Italia.

Globalmente gli agricoltori europei per i mercati agricoli (esclusi i fondi per lo sviluppo rurale) potranno contare su 42,4 miliardi di euro del bilancio Ue nel 2014 e 42,8 nel 2019. Questi contributi sono condizionati al rispetto di norme di qualita', ambientali, di benessere animale, sociali e di tutela del territorio: in concreto la fornitura di beni pubblici per i cittandini europei.

Contributi Europei, da materiali Ecoseven.net

13 ottobre 2011

EUROPA-REGIONI: FONDI 2014-2020, IN ARRIVO NUOVI PALETTI UE

Sono in arrivo nuove regole per l'utilizzo dell'insieme dei Fondi strutturali Ue 2014-2020, ma a pochi giorni dalla decisione di Bruxelles, il collegio dei commissari europei si sta ancora confrontando sull'elemento più politico delle nuove proposte: ossia lo stop ai finanziamenti per quei Paesi Ue che violano il Patto di stabilità e di crescita europeo. 

E questo fino a quando lo Stato non si sia messo in ordine. Insomma, si tratterebbe di lasciare a mano vuote chi non rispetta il rigore di bilancio, mentre verrebbe premiato chi ha i conti in regola. Questa ipotesi, che sembrava decaduta nel giugno scorso, è stata invece rilanciata grazie al sostegno dei Paesi del Nord Europa, come Germania e Svezia, ma sarebbe vista di buon occhio - spiegano fonti della Commissione Ue - anche dal presidente dell'Esecutivo Ue José Manuel Barroso. Contro l'introduce del paletto sul rigore di bilancio il commissario europeo alla politica regionale, Johannes Hahn, secondo cui una tale soluzione andrebbe contro quelli che sono gli obiettivi di politica di coesione dell'Europa. 

La proposta verrà discussa mercoledi 5 ottobre dai commissari e presentata giovedì 6 ottobre dal commissario Hahn. Molti elementi del documento sono già condivisi. Si vuole di fatto obbligare le Regioni e gli stati membri a puntare, attraverso la destinazione delle risorse disponibili, sulle priorità europee che vanno dall'energia rinnovabile all'efficienza energetica, dalla competitività per le piccole e medie imprese all'innovazione. Il testo individua altri meccanismi - oltre alla condizionalità macroeconomica - per aumentare la performance sul buon utilizzo delle risorse. 

Si introduce infatti una riserva di performance che permetterebbe di sottrarre il 5% degli stanziamenti per destinarli - dopo una verifica di metà percorso - alle aree che hanno raggiunto gli obiettivi che si erano prefissi. Un'altra condizione riguarda il rispetto della normativa europea. Uno Stato non può investire in una infrastruttura che si basa su una norma Ue che non ha adeguatamente recepito. Sembra ormai certo quindi che su tutti i Fondi strutturali 2014-2020 (per politica regionale, sociale, coesione, agricola e della pesca) venga applicato il principio di condizionalità legato alla qualità della spesa e all'efficienza del suo utilizzo. Verrà poi creata una nuova fascia intermedia di beneficiari il cui Pil è compreso tra il 75% e il 90% di quello medio Ue. Questa misura andrebbe fortemente a vantaggio di Spagna, Germania e Francia rischiando di fare aumentare il contributo netto dell'Italia al bilancio Ue. In effetti, nella nuova fascia di beneficiari entrerebbero Sardegna, Abruzzo, Molise e Basilicata ma solo per un totale di cinque milioni di persone. 

Quanto alle Pmi si vuole favorire quelle più competitive, mentre il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione coprirà - a determinate condizioni - gli agricoltori che possono trovarsi in difficoltà in seguito ad un accordo internazionale, ad esempio con i Paesi dell'America Latina, il Mercosur.

Contributi Europei, da materiali Regione Valle d'Aosta

11 ottobre 2011

Fondi Ue, la Commissione europea premia i paesi virtuosi

Bruxelles disegna un nuovo schema per la distribuzione dei fondi europei ai paesi membri. Due le novità più importanti: la creazione di una terza categoria in cui includere le regioni "in transizione" e l'esborso dei finanziamenti legati all'andamento dei conti pubblici.

Il piano presentato ieri dal commissario alle politiche regionali Johannes Hahn e dal suo collega con la delega agli affari sociali, Làszlò Andor, dovrebbe contare su un totale di 376 miliardi di euro nel periodo 2014-2020. "Tre le linee guida: attenzione ai risultati, focus su obiettivi precisi e presenza di incentivi e condizionalità", ha sintetizzato i contenuti della proposta il commissario Hahn.

Nella categoria che comprende le zone meno sviluppate rientrano 4 Regioni italiane (Campania, Sicilia, Puglia e Calabria). Di quella che raccoglie le zone in transizione fanno invece parte Sardegna, Molise, Basilicata e Abruzzo. Continuare la lettura...

Contributi Europei, da materiali Oipa Magazine

10 ottobre 2011

Contributi europei per chi fa nascere nuove imprese

Alessandria, Piemonte. Tra il 2008 e l'inizio del 2011 sul territorio di Alessandria si sono costituite cento imprese. La Provincia, infatti, dal 2007 gestisce uno sportello di creazione d'impresa che eroga fondi a favore di chi vuole avviare una nuova attività. 

Lo sportello è co-finanziato dal Fondo sociale europeo, seguendo la programmazione pensata fino al 2013. Il primo triennio si è concluso e, in attesa di una nuova fase che seguirà quanto è stato fatto fino ad ora, sono stati resi noti i primi dati. Il servizio è attivo grazie allo sportello che si trova in Via Cavour, ad Alessandria, sopra il centro per l'impiego e ha referenti anche negli altri comuni. Gli operatori seguono gratuitamente gli utenti interessati ad avviare attività imprenditoriali dalla prima fase di accoglienza fino alla verificare di fattibilità dell'idea. L'utente viene inserito in un progetto e seguito da un tutor, che lo accompagnerà fino alla realizzazione del progetto d'impresa. Allo sportello possono rivolgersi tutti i soggetti, sia occupati che disoccupati, ma la priorità spetta alle donne, ai giovani con meno di 35 anni oltre ai lavoratori a rischio o in mobilità.

Per usufruire dei servizi offerti dallo sportello tutti devono essere residenti o domiciliati in Piemonte e disposti a voler aprire un'azienda in provincia.

Tra il 2008 e il 2011 sono stati realizzati 150 progetti d'impresa, mentre sono cento le aziende realmente costituite e attive. 

Il servizio non si avvale solo di consulenti durante il periodo preliminare, ma fornisce assistenza anche nella fase di start up con contributi pari a 3000 euro a sostegno del titolare e dei soci per un numero massimo di cinque, purchè sia stato certificato loro lo stato di disoccupazione. Inoltre è previsto un contributo di 3000 euro per l'avvio dell'impresa. Il neo imprenditore verrà infine seguito tramite tutoraggio durante i primi tre anni di attività.

Contributi Europei, da materiali Radio Gold