Dopo il Consiglio e la Commissione, anche l’assemblea parlamentare di Strasburgo ha approvato lo scorso 13 dicembre, il finanziamento di 1,3 miliardi di euro da destinare nei prossimi 2 anni al Progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), con una maggioranza di 581 voti, 102 voti contrari e 16 astensioni.
Le disposizione prevedono di stanziare 100 milioni di euro già inclusi nel bilancio 2012 dell'UE, 360 milioni di euro previsti nel bilancio 2013 dell'UE e 840 milioni di euro provenienti dai maggiori finanziamenti per la competitività, per la crescita ed il lavoro. A gestire i fondi è "Fusion for Energy", l’impresa comune dei 27 paesi europei, più la Svizzera e l’EURATOM, creata ad hoc nel 2007 che fa anche da ponte tra il mondo della ricerca e dell’industria.
Il progetto, a cui partecipano oltre alla UE anche Cina, Giappone, Corea del Sud, Russia, India e USA, è nato nel lontano 1988, e prevede la costruzione nel sud della Francia (Cadarach) di un reattore a fusione nucleare capace di produrre più energia di quanta ne consumi per l’innesco e il sostentamento della reazione di fusione.
Il reattore sarà operativo a partire dal 2018, Il costo totale ammonterà a circa 13 miliardi di euro. L’Unione Europea contribuirà per la maggior parte dei costi di costruzione (circa il 45%), mentre gli altri stati partecipanti forniranno un contributi inferiore al 10%. E’ da tempo che le grandi potenze, responsabili in larga parte dell’inquinamento del Paese, discutono delle soluzioni da adottare per far fronte al problema, soprattutto in vista dell’esaurimento delle fonti di energia non rinnovabili di origine fossile.
Contributi Europei, da materiali Levanteonline.net
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